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Violenza contro la Polizia, SIULP e COISP, dicono basta. «la Polizia non può continuare a essere l’ammortizzatore delle tensioni sociali»

17 ore fa
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Trieste sta pagando un prezzo altissimo per l’incapacità di gestire un’emergenza ormai cronica. Siulp e Coisp esprimono la più ferma e categorica condanna per gli episodi di violenza verificatisi durante la manifestazione odierna, che hanno visto ancora una volta degli appartenenti alla Polizia di Stato rimanere feriti nell’esercizio delle proprie funzioni. Nessuna rivendicazione può rappresentare una giustificazione alla violenza contro le donne e gli uomini in divisa. Il diritto di manifestare il proprio dissenso è un principio irrinunciabile della democrazia, ma non può mai tradursi in aggressioni nei confronti di chi è chiamato a garantirne il pacifico esercizio. La Polizia di Stato sta pagando un prezzo ormai inaccettabile, in termini di rischi, aggressioni, logoramento del personale e risorse impiegate, per una situazione che la politica ha di fatto lasciato cronicizzare. Le dichiarazioni polarizzanti e le contrapposizioni ideologiche, alimentate da entrambi gli schieramenti anche per finalità elettorali, contribuiscono a esasperare un clima di tensione le cui conseguenze finiscono inevitabilmente sulle spalle delle donne e degli uomini in divisa. Ma a pagare è anche l’intera città. L’impiego pressoché costante di personale e mezzi nelle criticità di Piazza Libertà e Porto Vecchio sottrae risorse preziose al controllo del resto del territorio, alla prevenzione dei reati e alla sicurezza quotidiana dei cittadini. Qualche anno fa si discuteva della realizzazione di un hotspot. Si è preferito ripristinare i controlli alla frontiera slovena, senza tuttavia risolvere le criticità che continuano a interessare la città. Individuare un hotspot o strutture di accoglienza a bassa soglia, non necessariamente riservate in via esclusiva ai migranti, significa poter governare un fenomeno anziché subirlo, garantendo maggiori possibilità di controllo sotto il profilo della sicurezza, dell’ordine pubblico, della prevenzione sanitaria e del decoro urbano. La Polizia non può continuare a essere l’ammortizzatore delle tensioni sociali, né la vittima di posizioni ideologiche che impediscono soluzioni concrete in nome di una fermezza ideologica che appare più cocciuta che risoluta. SIULP e COISP, nell’esprimere piena solidarietà ai colleghi feriti e a tutti i colleghi impegnati in servizi sempre più gravosi e rischiosi, chiedono alla politica, senza distinzioni di colore, di assumersi finalmente le proprie responsabilità, abbandonando slogan e contrapposizioni per individuare risposte strutturali, efficaci e durature.


Trieste, 7 novembre 2026



 
 
 

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