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Porto vecchio, ennesima tragedia. Marino (SIULP): “servono soluzioni, non si può più rimandare”

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“L’ennesima tragedia avvenuta in Porto Vecchio accende nuovamente i riflettori su una situazione che da anni si protrae senza che siano state messe in campo misure realmente efficaci e lungimiranti. Chi è deputato a gestire la sicurezza ha fatto il massimo che era nelle sue possibilità sgomberando periodicamente le strutture, ma la vigilanza delle stesse deve essere demandata agli enti competenti, così come l’aspetto umanitario non può essere semplicemente affidato al caso, ma rappresenta un dovere morale se Trieste vuole essere degna rappresentante di un concetto di Europa che non può limitarsi a alzare muri (che abbiamo visto non essere efficaci) ma che si sostanzia nel mettere in campo soluzioni che producano concreti risultati.” – così in una nota Francesco Marino, Segretario Generale del Siulp di Trieste, il più grande sindacato del comparto Difesa e Sicurezza. “Impegnare ingenti risorse - che ad oggi, peraltro, non ci sono - a fronte di risultati parziali e non duraturi non è quindi la soluzione. Quante volte è capitato che persino la sera stessa le persone disperate abbiano ricominciato ad occupare l’area? Chi è responsabile della messa in sicurezza di tali luoghi, in gran parte peraltro riconducibili a delle proprietà private? Perchè non è stata effettuata tempestivamente un’opera di demolizione o quanto meno di reale interdizione dell’area? Non vorremmo lasciare ai posteri le ardue risposte nè alle donne e uomini in divisa il pesante fardello di una situazione incancrenita ed al limite del rispetto della dignità umana.” – commenta Marino


Trieste, 2 novembre 2026


 
 
 

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