SIULP: tra esultanza, annunci e autocelebrazioni, Trieste viene lasciata sola
- Siulp Trieste
- 14 gen
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Il Siulp osserva con preoccupazione il tono trionfalistico con cui alcuni rappresentanti istituzionali e addirittura alcune sigle sindacali – che dovrebbero possedere competenze tecniche tali da consentire valutazioni lucide e oggettive – accolgono l’annuncio di un rafforzamento organico senza precedenti della Polizia di Frontiera di Trieste, rafforzamento virtuale a nostro avviso poiché verosimilmente propedeutico a uno stop delle aggregazioni di personale proveniente da altre province, realizzato però a discapito della Questura. Un’operazione presentata come un successo politico e istituzionale, che appare invece più funzionale a dimostrare sintonia con il Governo nazionale che a tutelare concretamente il territorio e il capoluogo regionale. Sembra si stia rinunciando a esercitare il ruolo che chi rappresenta cittadini da un lato e poliziotti dall’altro dovrebbe avere: difendere Trieste, non sacrificarla in nome di scelte calate dall’alto e di impianti politici utili soprattutto a sostenere una narrazione. Trieste non può diventare il prezzo da pagare per mantenere in piedi un sistema di controlli ai confini dal forte valore simbolico, ma dall’impatto sempre più debole sulla sicurezza reale della città. Mentre l’attenzione istituzionale si concentra quasi esclusivamente sulla frontiera, il capoluogo viene progressivamente impoverito di personale operativo della Polizia di Stato: quello che garantisce prevenzione, controllo del territorio e repressione dei reati che alimentano l’allarme sociale. La percezione di insicurezza è oggi in costante aumento e non nasce da suggestioni mediatiche, ma dall’esperienza quotidiana dei cittadini, che vedono ridursi il presidio urbano proprio mentre i fenomeni criminali diventano più diffusi e visibili. I numeri parlano chiaro: 59 unità di Polizia di Stato verranno destinate alla Polizia di Frontiera di Trieste, mentre solo 5 resteranno a operare in una città già svuotata da pensionamenti e trasferimenti non sostituiti. Un dato che, al netto degli annunci, certifica una scelta precisa: rafforzare un settore a discapito della Questura, del commissariato, dell’ufficio denunce e deiservizi erogati in ambito urbano, con ricadute dirette sulla funzionalità complessiva del sistema di sicurezza cittadino e anche sulla gestione delle delicate pratiche amministrative legate all’immigrazione, che recentemente hanno sollevato tante polemiche. Il Siulp non può non ricordare come le stesse promesse di una “risoluzione del problema immigrazione” attraverso L’invio di personale di rinforzo fossero già state formulate nel 2018 dagli stessi protagonisti politici. A distanza di otto anni, il quadro che emerge è quello di una città più fragile, di servizi sotto pressione e di una sicurezza urbana sempre più esposta. Trieste, che fino a pochi anni fa occupava posizioni di assoluto rilievo nelle classifiche di vivibilità e qualità della vita, sta progressivamente scivolando verso dinamiche di degrado già viste in altre città del Nord Italia, che un tempo guardavano al capoluogo giuliano come a un’isola felice. Non si tratta di un destino inevitabile, ma del risultato di precise scelte politiche e amministrative. Se davvero si vuole parlare di rafforzamento della sicurezza, il Siulp pone un’ultima, inevitabile domanda: questa particolare attenzione alla frontiera si tradurrà finalmente in investimenti strutturali e dignitosi per le condizioni di lavoro del personale impiegato, oppure si continuerà a chiedere ai colleghi di operare in container provvisori, esposti alle intemperie, privi di adeguate coperture e con servizi igienici chimici, in un contesto di stampo emergenziale e di evidente degrado? Perché la sicurezza non è fatta solo di numeri, annunci e movimentazioni di personale prive di strategia, ma soprattutto di dignità del lavoro e di rispetto concreto per chi indossa la divisa. La sicurezza non si tutela con l’autocompiacimento istituzionale. Si tutela difendendo il territorio, investendo sul presidio urbano, rafforzando chi ogni giorno opera tra i cittadini. La Questura di Trieste non chiede privilegi: chiede solo di non essere lasciata sola, vittima dell’abbandono prodotto dalla propaganda di chi vuole limitarsi a poter dire “stiamo combattendo l’immigrazione”. Il Siulp continuerà a dire le cose come stanno, senza piegarsi a narrazioni comode né a silenzi imposti.
Trieste, 14 gennaio 2026




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