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Polizia di Stato. Marino (SIULP): “Il bilancio di fine anno che nessuno ha la forza di raccontare”

“La Polizia di Stato continua a rappresentare un presidio centrale nella gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica, nonostante le scarse gratificazioni e le condizioni operative sempre più difficili in cui i suoi appartenenti sono chiamati a operare. La fine dell’anno è tradizionalmente tempo di bilanci, rendicontazioni e qualche passerella. In questi giorni la cittadinanza triestina ha potuto leggere e apprezzare i risultati dell’attività di alcune forze di polizia, che avvedutamente hanno scelto di condividere con la comunità gli esiti del proprio operato. In un contesto in cui la politica e la dirigenza tendono a manifestare una vicinanza alla Polizia di Stato sempre più formale ed effimera, il SIULP ritiene doveroso richiamare l’attenzione sul ruolo imprescindibile che la Polizia di Stato continua a svolgere, nonostante tutto, all’interno del sistema integrato della sicurezza triestina. Le condizioni in cui i poliziotti operano quotidianamente — in città, in frontiera e negli uffici — sono ben lontane da qualsiasi velleità autocelebrativa.” Commenta così, in un comunicato Stampa,  Francesco Marino, Segretario Generale Provinciale del SIULP di Trieste, sindacato della Polizia di Stato: “La realtà è fatta di organici numericamente insufficienti, strutture fatiscenti e continue richieste di prestazioni che esulano dalle previsioni contrattuali. La centralità della Polizia di Stato nel complesso e delicato meccanismo della sicurezza è oggi sostenuta esclusivamente dalla resilienza e dal senso di responsabilità dei suoi appartenenti, all’interno di un sistema che mostra evidenti criticità e falle strutturali. Un sistema che non può che essere giudicato fallimentare, poiché dirotta l’attività di polizia verso ambiti che non dovrebbero essere prioritari — come la gestione dell’immigrazione — allontanandola dal contatto diretto con i cittadini e dalla risposta alle esigenze primarie di sicurezza della collettività. Trieste non è un parco giochi per turisti, ma una città di quasi 200.000 cittadini che la vivono ogni giorno dell’anno. La riuscita di grandi eventi o iniziative stagionali non può rappresentare l’unico indicatore del successo in materia di sicurezza. Il contrasto alla criminalità e al degrado urbano è una sfida quotidiana che richiede investimenti costanti, continui e strutturali. Il concetto di prossimità, che ha portato la Polizia di Stato ai vertici degli indici di gradimento tra le istituzioni, deve essere alimentato quotidianamente attraverso risorse adeguate, riconoscimenti concreti, investimenti mirati e condizioni di lavoro dignitose. Non può fondarsi esclusivamente sullo spirito di servizio dei poliziotti, che non possono più vivere di sole pacche sulle spalle o di manifestazioni di apprezzamento prive di ricadute reali, che in verità giungono anche in misura minore rispetto ad altre forze di polizia. Non saranno i post social strappalacrime ad accrescere nei cittadini la percezione di una Polizia efficiente ed efficace.  L’attività della Polizia di Stato nel 2025 vale il doppio, perché svolta senza strumenti adeguati, senza progettualità, senza risorse e in una condizione di emergenza permanente. Nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente, ma è giusto che la collettività sia consapevole di quanto fragile e precario sia l’equilibrio su cui oggi si regge la sicurezza del territorio”. – conclude Marino.

 

Trieste, 28 dicembre 2025

 
 
 

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