Magistrato nei cortei a rischio, Siulp e Coisp contro il Sap: "Siamo sbigottiti"
- Siulp Trieste
- 12 mar 2024
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Secondo i segretari provinciali Francesco Marino e Enrico Moscato la proposta del sindacato autonomo rappresenterebbe "una inaccettabile abdicazione dal ruolo di garanti della pubblica sicurezza, in spregio ai valori della storica legge di riforma del 1981". "Certe uscite sono pretenziose"

TRIESTE - "Nelle ultime settimane molti sono intervenuti sui fatti di Pisa e Firenze, spesso senza avere conoscenza dell’argomento e soprattutto senza avere contezza dei fatti realmente accaduti, senza aver visto gli atti o visionato i video. Abbiamo nostro malgrado assistito a numerose speculazioni, strumentalizzazioni e mistificazioni". I sindacati di polizia Siulp e Coisp rispondono così all'ultima presa di posizione del Sap in merito alle proposte avanzate dopo le manifestazioni in Toscana. Nello specifico, il sindacato autonomo aveva proposto la presenza del pubblico ministero nei cortei più a rischio. Secondo Siulp e Coisp, che si dicono "sbigottiti" dall'annuncio, l'idea rappresenterebbe una "inaccettabile abdicazione dal ruolo di garanti della pubblica sicurezza, in spregio ai valori della storica legge di riforma del 1981" che, all'epoca, attribuiva il compito alla polizia di Stato e, in particolare, al questore come autorità tecnica.
"Certe uscite sono pretenziose"
"Non si comprende - scrivono i due sindacati - quale debba essere il ruolo di questi magistrati nei servizi di ordine pubblico. Li dovrebbero dirigere Dovrebbero intervenire qualora il funzionario di polizia preposto ordini un’azione a loro giudizio “eccessiva”? Dovrebbero segnare su un taccuino, a mo’ di arbitro, gli eventi più salienti per poi dare una pagella agli schieramenti o distribuire cartellini gialli e rossi? Oppure fungerebbero solo da polizza assicurativa?". Siulp e Coisp si lasciano andare quindi ad una provocazione. "Perché non avere un pubblico ministero in ogni turno di volante che possa assistere agli interventi più delicati?". "Certe uscite su temi di rilevanza e interesse nazionale - concludono i due sindacati - oltre a risultare piuttosto pretenziose se esplicitate dalla remota provincia, sarebbero comprensibili qualora provenissero da non addetti ai lavori, ma lasciano alquanto perplessi se esternate da chi dovrebbe conoscere bene la materia".
(Fonte TriestePrima)




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