Meran alla Rems di Aurisina, per Marino (Siulp) "ipotesi agghiacciante e inopportuna"
- Siulp Trieste
- 21 ott 2024
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Dopo il nulla di fatto dei giorni scorsi in prefettura sull'ipotetico arrivo presso la struttura della cittadina carsica, il segretario generale provinciale del Sindacato italiano unitario dei lavoratori della polizia ha evidenziato come "nelle pieghe dell’autonomia decisionale degli organi deputati a determinare questo trasferimento, il principio dell’opportunità debba pesare esattamente come quello della fredda applicazione del diritto"
TRIESTE - Sulla possibilità di ospitare Alejandro Meran, il killer dei due poliziotti Rotta e Demenego, all'interno della Rems di Aurisina, che ha registrato la contrarietà del sindaco di Aurisina Igor Gabrovec, e diversi no coment da parte di Asugi, dell'assessore regionale alla salute, Riccardo Riccardi, e della stessa prefettura, è intervenuto anche il segretario generale provinciale del Siulp, Sindacato italiano unitario dei lavoratori della polizia, Francesco Marino. Il sindacalista ha ricordato che "da uomini dello Stato siamo sempre un po’ a disagio nel commentare i provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Il diritto non sempre lascia spazio alle emozioni, per questo non sempre la giustizia appare giusta. Tuttavia, la possibilità del trasferimento di Meran alla Rems di Aurisina suscita un turbinio di emozioni che materializza nella mente degli operatori di polizia triestini una serie di scenari potenzialmente agghiaccianti". Marino ha evidenziato come "nella provincia triestina continuano a vivere e lavorare poliziotti che hanno condiviso la camerata con Pierluigi e Matteo, che giocavano regolarmente a calcio con loro, che ne condividevano non solo il turno di servizio ma anche il tempo libero. Immaginare le sensazioni che potrebbero albergare nell’animo di questi poliziotti, chiamati a un potenziale servizio di rintraccio per un allontanamento illegittimo dalla Rems di Aurisina, definita insicura e inadatta dagli stessi addetti ai lavori, sapendo che lì dentro è ospitato l’omicida dei propri “fratelli”, crediamo rappresenti un preciso dovere morale per chi sarà chiamato a prendere eventualmente questa decisione". Marino, inoltre, ha voluto specificare che "nessuno può dubitare del fatto che anche in questo ipotetico raccapricciante scenario l’approccio dei poliziotti sarebbe professionale, ma crediamo fermamente che, nelle pieghe dell’autonomia decisionale degli organi deputati a determinare questo trasferimento, il principio dell’opportunità debba pesare esattamente come quello della fredda applicazione del diritto. Perché se è vero che è normativamente previsto che Meran possa avvicinarsi a Trieste, luogo in cui sembrerebbe mantenere dei legami familiari, è altrettanto vero che Matteo e Pierluigi a casa non torneranno mai più e l’unico modo che abbiamo per sentirci a loro vicini è quello di fissare una fredda lapide, augurandoci che la giustezza possa quantomeno rendere un po’ meno amara la fredda applicazione della giustizia".
(Fonte TriestePrima)





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